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L'invito del Cardinale a fare il presepe: Gesù ci insegna come diventare santi   versione testuale

«Cari bambini, care bambine, avete mai pensato di diventare santi?» Inizia con questa domanda la lettera che il cardinale Giuseppe Betori ha scritto quest’anno per invitare a fare il presepe. L’occasione è come sempre «Capannucce in città», la manifestazione che premia tutti coloro che portano questo tradizionale segno della nascita di Gesù nelle case, nelle scuole, in ogni ambiente. Parlando dell’invito a diventare santi, Betori spiega: «Non prendetemi per pazzo: non è una proposta assurda. Il nostro Papa Francesco ci ha spiegato che i santi non sono solo quelli antichi, del passato: ci sono anche i "santi della porta accanto". Genitori che crescono i figli con amore, uomini e donne che lavorano per portare il pane a casa, malati, persone anziane che continuano a sorridere.  Guardate intorno a voi: sicuramente troverete tanti esempi di santità!»
«Vi sembra un progetto troppo difficile? - prosegue l’Arcivescovo - Eppure è Gesù che nel Vangelo ci dà un compito esigente:  "siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste". E se Gesù ci chiede questo, lui che conosce bene le fatiche, le imperfezioni, i limiti degli esseri umani, vuol dire che è un compito possibile: vuol dire che, con il suo aiuto, ce la possiamo fare».
«Facendo il presepe - è la conclusione - nelle vostre case, nelle scuole e in ogni ambiente di vita, quest’anno pensiamo al fatto che siamo tutti chiamati ad essere santi: e Dio fatto uomo e deposto in una mangiatoia ci insegna che la santità può appartenere anche ad un bambino!»
Per partecipare a Capannucce in città le modalità sono le consuete: ci si può iscrivere attraverso il parroco, il catechista, l’insegnante di religione, oppure personalmente sul sito www.capannucceincitta.it La premiazione, per tutti, il 5 gennaio nella chiesa dei santi Michele e Gaetano in via Tornabuoni.